Il fenomeno dell’hobbismo va assolutamente regolamentato, senza se e senza ma!

E’ questa la posizione netta e chiara che Confartigianato, per il tramite del Presidente nazionale del settore artistico, il leccese Antonio Colì, ha posto sul Tavolo tecnico nazionale ministeriale dell’artigianato artistico e tradizionale.

Confartigianato ha fortemente voluto l’avvio di questo tavolo tecnico presso la Direzione generale per la politica industriale, l’innovazione e le piccole e medie imprese (DGIIPMI) del Mise, con l’obiettivo di coordinare tutti i protagonisti del settore, così da facilitare la comunicazione e l’individuazione dei soggetti interessati alle varie tematiche da affrontare.

Rispettiamo al massimo la cultura e la pratica dell’hobbismo – afferma il Segretario provinciale di Confartigianato Fabio Paolillo - ma c’è la necessità di tutelare la figura degli artigiani professionisti, le nostre imprese. Per questo come Confartigianato abbiamo chiesto un intervento, a supporto delle normative regionali piuttosto disorganiche, per normare le attività degli hobbisti. Non nascondiamo il problema che invece troppo spesso c’è: un palese fenomeno di concorrenza sleale e di diseguaglianza fiscale tra gli artigiani professionisti e gli hobbisti, ed è giusto che chi paga le tasse abbia maggiori opportunità rispetto a chi pratica le attività solo per hobby.

Al tavolo ministeriale Confartigianato ha altresì proposto l’istituzione di un corso “artigiano” ad hoc nelle scuole secondarie di II grado, con l’obiettivo – conclude Paolillo – di avvicinare i giovani all’esercizio della professione artigiana con l’istituzione, magari già dal prossimo anno scolastico, di un corso ad indirizzo Artigiano-Artistico nelle Scuole Medie Inferiori. In questo modo i ragazzi potranno avere un contatto diretto con il mondo del lavoro ma soprattutto con i mestieri dell’artigianato.

Tra i temi trattati e presentati da Confartigianato al tavolo ministeriale vi è anche il riutilizzo degli scarti di lavorazione, nel rispetto dell’ambiente e dell’etica della produzione ed il tema della neutralità fiscale della cessione di azienda. In particolare si è richiesto un allineamento del regime di tassazione degli incrementi di valore emergenti in sede di trasferimento d’azienda a titolo oneroso in favore di soggetti diversi dalle società; che venga esentata da ogni forma di imposizione indiretta il cessionario «persona fisica» e l’introduzione di una tassazione in misura fissa, a condizione che l’azienda non sia ceduta prima del quinto anno dalla data del trasferimento.